Parere su possibilità di recedere da un incarico
Data pubblicazione:
17/03/2004
Quesito
Si richiede un consiglio su come affrontare al meglio la spiacevole situazione venutasi a creare con un cliente, a mio avviso eccessivamente convinto che dal suo tecnico tutto gli sia dovuto, nell’ambito di una pratica di permesso di costruire dei magazzini su di un lotto di completamento. Cerco di esporre al meglio questo caso. Per comodità elenco le situazioni più importanti procedendo per punti:
- proprietà e impresa esecutrice sono gli stessi
- rilievo strumentale dell’area di intervento
- una servitù di elettrodotto aereo
- computo metrico estimativo prima concessione
- esecutivo per riempire tutta l’area con la massicciata, in quanto si trova a -60cm., di media, più bassa della strada adiacente
- nel frattempo un vicino si interessa ad una parte
- si procede alla richiesta di preventivi presso le aziende prefabbricatrici sovrintendendo ogni avvenimento in merito
- tracciamento strumentale degli spigoli per identificare l’area di sedime dei fabbricati e poter mettere le modine
- redazione del piano di sicurezza e coordinamento
- inoltrata in comune la variante in quanto ci si accinge a realizzare è sostanzialmente diverso da quanto concessionato
- computo metrico estimativo della variante
- Ho cercato di esporre un po’ tutti i fatti principali che caratterizzano il rapporto con il committente per questo cantiere ed il quesito principale è questo: sono stanco di questa situazione e sarei seriamente intenzionato a recedere dall’incarico senza però rischiare di incorrere in eventuali richieste di danno od altro.
Risposta
“Riscontro il fax pervenutomi con allegata diffusa lettera dell’iscritto che non richiede un vero e proprio parere in materia di esercizio professionale, bensì un consiglio di comportamento su una complessa vicenda in cui si confondono prestazioni professionali tipiche dell’ingegnere ed altri ruoli ed attività estranee all’ambito delle funzioni tipiche professionali. Mi riferisco, in particolare, alla pratica di rimozione della condotta ENEL, alla richiesta di preventivi, alle trattative con la Ditta prefabbricatrice, agli accordi con vicini, alla quantificazione di opere del medesimo ed altri in particolare. In tale complessa vicenda ovviamente il Professionista non si espone a fondata domanda di danni da parte del committente, ove egli abbia cura di comunicare per RACC/AR la propria rinuncia all’incarico dichiarando di tenere a disposizione tutta la documentazione relativa a ciò ai fini delle prosecuzione dell’attività da parte di altro Professionista.
Osservo tuttavia che, in buona sostanza, le prestazioni professionali svolte dall’ing. XX si riassumono nella redazione di un progetto preliminare e di una variante resasi necessaria in quanto il progettato risulterebbe sostanzialmente diverso da quanto oggetto di concessione. L’esperienza di “sofferenza” delle attività di cantiere ed altre creerà seri problemi al Professionista per vedere riconosciuto le sue competenze in chiave tariffaria (compensi a vacazione). Personalmente ritengo che la fattispecie “consigli” il professionista a farsi assistere da un legale in loro per dipanare la complessa materia.”



